Pagina 9 - fondazione cappella

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Tra gli eventi notevoli della vita di S.Antimo va sicuramente annoverato quello della guarigione del proconsole Faltonio Piniano. Questi era un uomo di animo buono e mite, sposo di Anicia Lucina, proponipote dell'Imperatore Gallieno, che gli storici hanno tramandato essere"donna dotata di singolare bellezza, ma assai più bella delle sue virtù", che da bambina aveva ricevuto il battesimo, forse ad opera dello stesso Antimo; ma nonostante tutto aveva avallato le decisioni del suo consigliere Cheremone, deciso a distruggere per sempre i seguaci di Gesù e la loro fede. Ma entambi subirono una dura sorte: il consigliere morì fra atroci supplizi, mentre il proconsole Piniano cadde gravemente malato e nè medici nè medicine riuscirono a guarirlo. Davanti all'evidenza della gravità della situazione Lucina, consapevole che questa fosse determinata da un castigo divino determinato dalle azioni crudeli dei due uomini si risolse a rivolgersi a quelli che sembravano essere unici in grado di fare qualcosa per suo marito, e così fece liberare Antimo e Sisino dal carcere, facendoli portare al capezzale del marito morente. Alla promessa di quest'ultimo di convertirsi al cristianesimo qualora guarito, il santo sacerdote, in nome dell'Altissimo lo guarì all'istante e i coniugi romani mantennero la lro promessa, ricevendo, insieme a tanti loro familiari e conoscenti, il Battesimo. Dopo questi prodigi ci furono grandi vantaggi per i Cristiani d' Oriente, come liberazioni dal carcere di numerosi Vescovi, Sacerdoti e Cristiani, che poi poterono ritornare alle loro vite aiutati in vari modi da Piniano, che come ulteriore gesto a testimoniaqnza della sua sincertà, volle lavare ai Cristiani quei piedi che per suo ordianre avevano subito il peso delle catene.
Questa è una delle tante gemme che ornano la vita del santo sacerdote fino ad arrivare a questo punto sulla strada di S.Antimo porta a Roma, dove viene condotto, insime a tanti altri Cristiani, dallo stesso Piniano, di ritornodal suo manto in Asia, e quei tenuti da questo sotto la propria protezione, in quanto ancora in atto le persecuzioni da parte delgi imperatori Diocleziano e Massimiano. Pur avendo ricevuto un podere e la protezione da parte del proconsole, Antimo non cedette alla tentazione di una vita privata e comoda, ma come un vero gigante della fede, cominciò a percorrere le strade dei dintorni dei Roma, per convertire quante più persone alla fede in Cristo. I paese Gubbio, Curi, Fidene, Ereto, Nomento e quasi tutte le popolazioni della Sabina furono convertite alla fede cristiana da Antimo, nel quale chiunque poteva trovare un amico, uhn padre, un fratello, sempre  pronto ad aiutare e parlare con chiunque, poveri e ricchi, padroni e servi, giovani e vecchi, Cristiani e pagani.
                                                                                                                                                                                      
                                                  
                                                                                                   
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Fondazione Cappella di S.Antimo Prete e Martire
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